Chiese di Ferentino

Chiese di Ferentino

Comune di Ferentino
Chiese di Ferentino
Home Page » Vivere Ferentino » I Monumenti » Chiese di Ferentino
Immagini

S.Maria MaggioreAbbazia di S. Maria Maggiore   (www.st-mariamaggiore.org)

Splendido esempio di stile gotico-cistercense è la prima cattedrale di Ferentino. Qui la presenza di una costruzione adibita al culto risale a epoca paleocristiana: la primitiva chiesa, dedicata alla S.S. Trinità, ha conosciuto una seconda fase costruttiva per opera dei monaci cistercensi nel corso del secolo XIII. è in stile gotico-cistercense, costruita dai monaci seguaci di San Bernardo che nel medioevo diedero una svolta clamorosa a tutta l'architettura religiosa, improntata agli ideali della regola benedettina. E' sicuramente il più caratteristico ed elegante monumento medioevale della città. Presso questa chiesa si fermò due volte papa Eugenio III, appartenente all'Ordine dei Cistercensi, nel 1149 e nel 1151, consacrandovi molti vescovi e arcivescovi. Anche Alessandro III consacrò vescovo della città il cistercense Rodolfo e sembra che sia stato proprio il vescovo Rodolfo, già abate di Casamari, a dare inizio ai lavori di costruzione della nuova chiesa, quasi sicuramente annessa a un monastero, tramite un chiostro (nell'attuale area occupata dall'Ospedale Civico). Fino a tutto il XIII secolo rimasero nella chiesa i Cistercensi, mentre nel XIV vi s’insediarono i Benedettini, il cui abate veniva nominato dai superiori dell'abbazia di Montecassino. La pianta della chiesa presenta le caratteristiche stilistiche della basilica romana: rettangolare a tre navate. I muri della chiesa sono in travertino ferentinate, perfettamente intagliato e scalpellato. Al centro della facciata un grande rosone con dodici raggi, simbolo dei dodici Apostoli, a suo volta sormontato da un bassorilievo in marmo dei Redentore; ai lati, sopra le due porte laterali, due piccoli rosoni a quadrifoglio danno luce all'interno. Anche la facciata posteriore della chiesa è abbellita da un altro grande rosone e da una grande finestra a bifora che illumina la grande abside. All’interno della chiesa le tre navate sono caratterizzate da altissime arcate in puro stile gotico cistercense, mentre il presbiterio presenta quattro altissime colonne a fascio, di bella armoniosità, con capitani tutti diversi tra loro i quali sorreggono la volta su cui poggia la torre a lanterna.

 

Chiesa di S.AgataChiesa di Sant’Agata  (www.parrocchiasantagata.com)

E' stata in gran parte distrutta dai bombardamenti del 1944, ma conserva il campanile romanico del XIII secolo e la cripta. Al suo interno espone un Crocefisso ligneo seicentesco di grande valore artistico e spirituale, opera del frate laico Vincenzo Maria Pietrosanti da Bassiano. Attualmente la chiesa è tenuta dai servi della Carità di San Luigi Guanella. Chiesa parrocchiale dedicata alla martire siciliana Agata, le sue origini risalgono al XII sec. come testimonia il campanile salvatosi dai bombardamenti dell'ultima guerra. In essa furono custodite per lungo tempo le reliquie del martire Sant'Ambrogio. Ospitò per un breve tempo anche le reliquie di San Celestino V prima che fossero trafugate e portate a L'Aquila.

 

 

 

 

S.RoccoChiesa di San Rocco (www.parrocchiasanrocco.com)

La chiesa è a tre navate, sede di parrocchia risale al Medioevo, è dedicata alla Madonna del Rosario e fu officiata dai Domenicani fino al 1652, la cui presenza a Ferentino è menzionata già dal 1323. L’edificio annesso alla chiesa era un Vicariato che portava il nome della SS. Annunziata, si trattava perciò dell’Ospedale che avevano in affidamento i Domenicani e il cui nome figura spesso nelle citazioni degli Ospedali Ferentinati.

 

 

 

 

S.AntonioMonastero di S. Antonio Abate  (www.parrocchiasantantonioabate.com)

In stile romanico, fu fondato da papa Celestino V e ne accolse le spoglie fino al 1327, divenendo così meta di pellegrinaggi. La chiesa fu retta dall’Ordine dei Celestini dal XIII al XVII secolo; in seguito, per penuria di monaci, fu aggregata alla chiesa di Sant’Eusebio a Roma di cui divenne grangia. L’esterno si presenta costituito da una facciata a capanna con portale architravato sormontato da una mera lunetta, una finestra circolare e semplice campanile. È perfettamente visibile il carattere povero dell’architettura, frutto di ristrettezze economiche della committenza: è riscontrabile anche un influsso dell’architettura mendicante ed un recupero della tipologia strutturale cistercense. Vi fu sepolto l’umanista Martino Filetico. La pala d’altare è opera del Giorgini e datata 1829: raffigura la Vergine con Bambino, Sant’Antonio Abate, San Giovanni Battista e Papa Celestino V. Al centro del corpo del monastero vi è un chiostro, intorno al quale si dispongono le camere dei monaci.

 

 

S. FrancescoChiesa di S. Francesco (www.ferentino.org)

Splendido esempio di epoca romanica è di epoca benedettina. Originariamente dedicata a San Sebastiano, nel 1256 fu ceduta ai Frati Minori Francescani, che dovettero ricostruirla ad eccezione del campanile. L’interno presenta una sola navata coperta in parte a volta e in parte a capriate. Dell’antica costruzione rimane la facciata con lo stupendo rosone a 12 raggi, decorato da colonne tortili e lisce e la Torre campanaria a più ordini.
 

 

 

 

 

 

S.M.C.GaudentiChiesa di S. Maria dei Cavalieri Gaudenti   (www.ferentino.org)

La chiesa, che occupa l'area di un tempio pagano, risale al XII secolo ed è costruita su un bastione in opera poligonale. Vi si accede da un’imponente scala. La Chiesa di S. Maria Gaudenti è menzionata per la prima volta nel 1249 (Nicoletta Muratore) nei Regesti di Innocenza IV (1 243-1254), dove è indicata come 'Eccliesia S. Maria Gaudenti Ferentinatis'. Sorge acconto al Palazzo dei Cavalieri Gaudenti cui tradizionalmente è associata. La chiesa è a una sola navata coperta a volte. In una delle quattro cappelle esistenti, si conserva un quadro di S. Caterina della Ruota firmato dal Giorgini (1850).

 

 

 

 

S. PancrazioChiesa di S. Pancrazio  (www.ferentino.org)

Nel suo impianto originario risale a un periodo anteriore all'anno 1066 (sec.XI), appartenne a Montecassino. Il suo nome si trova inciso sulle porte di bronzo della basilica dell'Abbazia ("San Pancratius in Ferentìnu"). In origine era a tre navate ora ridotta a una; una fu demolita nel 1795 perché minacciava di crollare, un'altra risulta incorporata nell'attiguo palazzo Ruggeri-Bossi in Piazza Gramsci (ex Saloniei). Nella parte culminante la facciata, si staglia un originale stemma di Ferentino. La chiesa oltre che centro di culto e preghiera, considerata la presenza di palazzi gentilizi circostanti (Bellà, Gizzi, Mecci, Pagelli, De Andreis, Borgia, Ruggeri-Bossi, Lolli-Miccinelli) era anche punto di riferimento per attività umane, artistiche e culturali.

 

 

 

 

 

 

 

 

DuomoChiesa di S.S. Giovanni e Paolo   (www.cattedraleferentino.it)

La chiesa Cattedrale è sita sulla sommità dell’acropoli, fu consacrata nel 1108. Gli interni sono arricchiti dai mosaici dei maestri Cosmati romani del 1200 e da ammirare sono sicuramente il Ciborio del sec. XIII, opera del maestro romano Drudus de Trivio, la colonna tortile del cero pasquale, attribuita al Vassalletto e un quadro della Madonna del Parto, opera attribuita al pittore fiorentino del ‘600, Carlo Dolci. La Basilica Cattedrale, sul piazzale dell'Acropoli, è in stile romanico con il rivestimento esterno in conci di travertino. L’interno è a tre navate terminanti ciascuna con un'abside; le tre arcate sono sostenute da pilastri alternati a colonne di granito dei IV secoli D.C. Il tempio è dedicato ai giovani romani Giovanni e Paolo, martiri nel Il secolo d. C. La chiesa fu fondata da papa Pasquale I. Nel IX secolo subì devastazioni da parte dei Goti e dei longobardi. Fu riedificata e consacrata Cattedrale sotto il pontificato di Pasquale Il nel 1108 ad opera del vescovo Agostino, che per l'occasione vi si trasferì da Santa Maria Maggiore.
La Torre campanaria è posta dietro le absidi staccata dalla chiesa. Il suo primo splendore risale all'800, come dimostrato dalla presenza di numerosi elementi architettonici longobardi e carolingi, provenienti dai plutei e da altri monumenti. All'inizio del 1200 la famiglia dei Cosmati tornò ancora nella Cattedrale per le necessarie modifiche e abbellimenti richiesti da papa Innocenzo III. Gli affreschi e le decorazioni murarie che impreziosiscono le pareti sono dei Cisterna. All'interno della sacrestia si possono osservare reperti archeologici di stile longobardo che facevano parte della precedente chiesa del IX secolo. Pregevoli sono le opere musive, opera dei Cosmati: pavimento, amboni, pulpito, candelabro. Bellissimo il ciborio, opera del marmoraio Drudus di Trivio, rinascimentale, simile a quello della chiesa di San Lorenzo in Firenze, opera di Desiderio da Settignano. La statua equestre di Sant'Ambrogio, tutta in argento lavorato è opera dell'orafo romano Fantino Taglietti, che la eseguì nell' XVII secolo. Due busti argentei dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, del XVI secolo, attribuiti alla scuola di Benvenuto Cellini.

 

 

S. ValentinoChiesa di San Valentino  (www.parrocchiasanvalentino.com)

Torre e Abside di San Valentino sono quanto rimane dell'antica chiesa romanica, la cui facciata venne abbattuta nel 1844. Detta chiesa è menzionata per la prima volta in un documento dei 1061 che ne sancisce l'appartenenza all'Abbazia di Montecassino. Dal portale della chiesa inferiore, dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, sovrastato da tre archi concentrici e inquadrato fra due monofore, si eleva una poderosa abside, poggiante su mensole finemente lavorate e in gran parte pensili. Per la sua arditezza e raffinatezza di costruzione, è considerata come uno dei capolavori delle pur brave maestranze locali, che facevano capo alle tante botteghe di arti e mestieri del medioevo. La chiesa di San Valentino, insieme con quella di San Francesco, figura nell'elenco dei beni dell'abbazia di Montecassino, riportata per questo sulla porta di bronzo della grande Basilica, fatta fondere a Costantinopoli. Il Campanile, opera di costruttori laziali dell'epoca, è in stile gotico e s’ispira a quello della chiesa Cattedrale. Sulla sommità sono poste due campane: una del 1236, e l'altra del 1258. Esso fu ricostruito dopo il bombardamento dell'ultima guerra. L’ORATORIO DEI SANTI FILIPPO E GIACOMO, che costituisce, verso oriente, l'abside della chiesa e che risponde a Via Consolare, è menzionato dai documenti come chiesa Indipendente dalla chiesa superiore. Detto ORATORIO non è da considerarsi cripta di S. Valentino.

 

 

ClarisseMonastero delle Clarisse   (www.ferentino.org)

Nel XIII secolo le Clarisse s’insediarono in Ferentino nei pressi di Porta S. Francesco. Nel secolo XVIII venne ricostruito con progetto dell’architetto Giovan Battista Nolli sull’angolo sud-occidentale del terrazzamento dell’Acropoli. Fu il vescovo Fabrizio Borgia (1729-1754) a promuovere la costruzione, che venne conclusa sotto l’episcopato di Pietro Paolo Tosi (1754-1798), che il 12 ottobre 1760 consacrò la nuova chiesa del Monastero, intitolata come la precedente a S. Chiara. La piccola chiesa conserva il cuore di papa Celestino V. Un piccolo frammento della reliquia venne donato dalle suore al pontefice Pio IX in occasione della sua visita nel 1863.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

S. IppolitoChiesa di S. Ippolito   (www.ferentino.org)

La Chiesa è a una sola navata coperta a volta. L'attuale chiesa si rifà a una più antica.
La vecchia chiesa divenne proprietà della famiglia Bono, la quale, sfruttando le strutture primitive, vi adattò un edificio per civile abitazione, che è quello che si osserva ancora adesso, accanto all'attuale chiesa, prima dell'imbocco per via della FATA e per via delle Mura Ciclopiche. La chiesa antica di S. lppolito era a due navate ('binis disfincta est novibus') a unico ingresso con torre campanaria. La presenza a Ferentino di un'antica chiesa dedicata al martire Ippolito è attestata fin dall'Xl sec. e, nel sec. XIII, essa assunse una notevole importanza nella vita religiosa della città.
Successivamente il suo prestigio fu ridimensionato. Nel 1780 detta antica chiesa fu demolita dal vescovo Tosi, che fece costruire l'attuale a poca distanza da quella. L'altare maggiore è sormontato da un quadro di pregevole valore del concittadino Desiderio De Angelis Cinaio sec. XIX). La prima cappella a destra accoglie i nomi dei Ferentinesi caduti nella prima guerra mondiale e le spoglie della Medaglia d'Oro don Giuseppe Morosini dei Padri sella Missione, fucilato a Roma, al Forte Bravetta, dai Tedeschi, il 3 aprile 1944.

 

 

S.LuciaChuiesa di S. Lucia   (www.ferentino.org)

Sicuramente la più antica, VI sec. collocata sopra l’Oratorio di S. Biagio, nel contesto delle strutture termali dell’antico Mitreo di Flavia Domitilla, moglie di Vespasiano e madre di Tito e Domiziano. La chiesa di Santa Lucia è situata nella zona dove, in epoca imperiale romana, si aprivano le grandi sale con pavimenti a mosaico delle famose terme dedicate all'imperatrice Flavia Domitilla, oriunda di Ferentino, moglie di Vespasiano e madre di Tito e Domiziano. I suoi elementi architettonici interni ed esterni di arte romanica la fanno classificare secondo tra le chiese cittadine in ordine di tempo, dopo la Cattedrale (sec. IX-X). Consta di una navata principale con abside terminale, coronata da archetti rotondi, e di una secondaria laterale destra. Interessanti elementi ornamentali e resti di capitelli connessi a una parete ci danno un'idea abbastanza esatta di tutta quella che fu l'intonazione della chiesa primitiva. La chiesa si divide in due parti. Quella inferiore, la Cripta, dedicata al vescovo e martire armeno San Biagio, era il luogo dove agli albori dei Cristianesimo i fedeli ferentinati si riunivano in preghiera; due colonne circolari disadorne, sormontate da semplici capitelli quadrangolari, sostengono le piccole volte a crociera. Nella cripta ci sono i resti della statua di San Biagio e un affresco raffigurante Sant'Ambrogio. Quella superiore, dedicata a Santa Lucia, martire siracusana, è formata da una navata principale con abside ben visibile nella parte esterna, perché coperta da un tettuccio a coppi e coronata da archetti decorativi. Un'altra navata secondaria, a destra della principale, fu aggiunta in un secondo momento; ha grandi pilastri di sostegno sormontati da ampie arcate a tutto sesto.

 

Da menzionare inoltre: S. Giovanni Evangelista, Santa Maria degli Angeli, San Giuseppe, La Maddalena. Madonna di Fatima, Sacro Cuore.

Nel centro storico: San Giuseppe e Sant’Andrea distrutte durante la II guerra mondiale.

Condividi questo contenuto

Stemma del Comune di Ferentino
Il portale del Comune di Ferentino (FR) è un progetto realizzato da Internet Soluzioni S.r.l. con la piattaforma ISWEB ®

Responsabile del Procedimento di pubblicazione - Privacy - Note legali - Posta Elettronica Certificata - Contatta il Comune

- Inizio della pagina -
Il progetto Comune di Ferentino (FR) è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it