In perpetuo a Ferentino
si potrà lucrare l'indulgenza plenaria
nei giorni 18-19-20-21 maggio
Alla metà del XIII secolo Pietro del Morrone, il futuro
Celestino V, fondò a Ferentino sul colle detto delfico
un suo cenobio, intitolandolo a S. Antonio abate, il padre del
deserto. Del 1267 è la prima menzione dell'abbazia ferentinate
di S. Antonio abate; la si trova mi un rogito notarile conservato
ora nell'Archivio Segreto Vaticano nel Fondo Celestini. Nel 1275
a Lione Pietro del Morrone ottenne dal papa Gregonio X il riconoscimento
della congregazione da lui fondata, I Fratelli dello Spirito Santo,
e tra le fondazioni niconosciute figura ancora l'abbazia ferentinate,
cui si erano aggiunte le filiazioni di S. Leonardo di Sgurgola
e di S. Antonino, al confine quest'ultima tra Ferentino e Anagni.
Dopo la clamorosa rinuncia al papato, avvenuta a Napoli il 13
dicembre 1294, Pietro del Morrone Celestino V non ebbe soddisfatto
il suo desiderio di tornare eremita e praticare Fascesi sul Monte
Carmelo, ma fu rinchiuso nella Rocca di Fumone nella provincia
di Campagna, onde scongiurare la possibile eventualità
di uno scisma, poiché molti, cristiani non riconoscevano
legittima l'elezione del suo successore, Bonifacio VIII.
La morte colse Celestino il 19 maggio 1296 e con un funerale solenne
il corpo del santo Eremita fu sepolto nella chiesa del cenobio
da lui stesso fondato e dove aveva avuto anche mistiche locuzioni
e contemplazioni S. Antonio abate. Nel periodo di sepoltura ferentinate
il sacrario celestiniano di S. Antonio abate fu meta di pellegrinaggi
e devozioni, perché Celestino già in vita godeva
fama di santità ed era acclamato da tutti taumaturgo; molti
miracoli, altresì, avvennero nel luogo della sepoltura
e ciò determinò a furor di popolo la sua canonizzazione
in Avignone nel 1313.
Il culto del Papa Angelico si incrementò ancor di più
e la città di Ferentino lo acclamò secondo patrono
dopo il centurione martire Ambrogio. Nella chiesa di S. Antonio
abate fiorirono le devozioni e si praticò il rito penitenziale
dell'indulgenza, rito che Celestino aveva iniziato, concedendo
la famosa Perdonanza Aquilana nell'anniversario della sua incoronazione,
il 29 agosto, giorno dedicato alla mernonia di Giovanni il Battista.
In Ferentffio l'indulgenza si lucrava nel dies natalis di Celestino,
il 19 maggio, in tutte le feste del santorale celestiniano e particolarmente
nei venerdì del mese di marzo. Queste devozioni rimasero
vive in Ferentino fin quando restarono i monaci célestini
(fine del XVIII secolo), ma con la soppressione della loro Congregazione
poco alla volta si affievolirono: restò la memoria del
culto al secondo Patrono il 19 maggio e la devozione della processione
e della benedizione della Città con il Cuore incorrotto
del Santo, reliquia gelosamente conservata dalla monache Clarisse.
Agli inizi del 1970 la bella chiesa duecentesca di S. Antonio
abate, rimaneggiata nel XVII secolo, cominciò a presentare
i segni di un grave dissesto, che provocò il collasso statico
dell'edificio. Per evitare danni maggiori al monumento, il Ministero
per i Bemi e le Attività Culturali iniziò nel 1984
laboriosi interventi di restauro, che si conclusero nel 1999 e
nell'anno 2000 tutto il complesso monumentale di S. Antonio abate
fu restituito alla facies medievale originaria e alla fruizione
dei fedeli e dei visitatori. Contemporaneamente al lavoni di restauro
edilizio, furono promossi numerosi studi di recupero storico e
devozionale ad opera dell'Associazione Culturale "Gli Argonauti"
di Ferentino, studi che riuscirono a n costruire il lungo percorso
storico del movimento Celestino a Ferentino e nportarono nella
giusta luce la figura dell'Eremita del Morrone.
A questo fervore di studi e di lavori si è aggiunta la
risoperta della tradizione civica e l'esigenza di vivere più
intensamente il messaggio celestiniano; cominciò, nel corso
del triennio di preparazione al settimo centenario della morte
di Celestino, a ventilarsi la proposta dì ripristinare
la Perdonanza Celestiniana di Ferentino e questo auspicio è
divenuto realtà il 12 ottobre 2001. Sua Santità
Giovanni Paolo H ha concesso l'indulgenza plenaria, alle solite
condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera
secondo le intenzioni del Papa, pentimento e cuore staccato da
ogni peccato), con privilegio valido in perpetuo. L'indulgenza
può essere lucrata visitando la chiesa di S. Antonio abate
di Ferentino e partecipando in essa a qualche sacra celebrazione
o almeno recitando devotamente il Padre Nostro e il Credo. 1 giorni,
in cui si può lucrare questa Indulgenza sono il 19, 20,
21 maggio (morte e sepoltura di S. Pietro Celestino); inoltre
tutte le volte in cui gruppi di pellegrini si rechino in S. Antonio
abate per compiere questi atti religiosi; e ancora una volta l'anno
anche da singoli fedeli, che si rechino in questa chiesa in giorni
da essi liberamente scelti.
L'indulgenza Celestíniana di Ferentino si è aperta
solennemente il 18 ma io 2002. Nella mattinata si è svolta
la quarta edizione della Giornata della Giustizia e della Solidarietà
in onore di' S. Pietro Celestino. Tale Giornata, regolamentataa
nonna di Statuto Comunale ogni maggio, si svolge sotto gli auspici
dell'Amministrazione Comunale e dell'Accademia "Celestino
V'; si svolge con la partecipazione dei Comuni legati alla storia
e alla devozione in S. Pietro Celestino e con la concessione della
Croce d'Oro celestiniana a due comuni celestiniani. Quest'anno
sono stati insigniti di tale onorificenza i comuni di Napoli,
Sulmona, Chieti; ha tenuto la relazione ufficiale sul tema Pace
e Giustizia nel mondo d'oggi il prof Sergio Tanzarella della Facoltà
Teologica dell'Italia Meridionale.
Nel pomeriggio del 18 maggio alle ore 18,30 il card. Jorge Arturo
Medina Estevez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino
e la Disciplina dei Sacramenti, ha aperto in S. Antonio abate
la Porta Santa ed ha inaugurato solennemente il Giubileo Celestiniano
di Ferentíno, concelebrando insieme al parroco di S. Antonio
abate, don Sergio Reali, ai parroci di Ferentìno don Luigi
de Castris e don Giuseppe Principali, al rev. P. Giuseppe Incelli
ofm della Custodia di Terra Santa e al rev. don Sergio Felici
osb. E' stata una toccante cerimonia, cui ha partecipato l'intera
Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Roberto Valeri
autorità militari (il cap. Fernando Maisto e il m.llo Ercole
Paragallo), autorità del mondo civile e della cultura,
numeroso e commosso popolo di fedeli. |