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PERDONANZA CELESTINIANA
DI FERENTINO

Ferentino, quartiere Ponte Grande
18 Maggio 2002
Accoglienza autorità
Accoglienza del Card. Medina Estevez e delle Autorità
Penitenzeria Apostolica
Timbro della Giostra dell'Anello - Palio di S. Pietro Celestino


S. Antonio Abate
(Chiesa della Perdonanza)

Celestino V e Ferentino:
una storia di fede e tradizione

San Pietro Celestino

In perpetuo a Ferentino si potrà lucrare l'indulgenza plenaria
nei giorni 18-19-20-21 maggio

Alla metà del XIII secolo Pietro del Morrone, il futuro Celestino V, fondò a Ferentino sul colle detto delfico un suo cenobio, intitolandolo a S. Antonio abate, il padre del deserto. Del 1267 è la prima menzione dell'abbazia ferentinate di S. Antonio abate; la si trova mi un rogito notarile conservato ora nell'Archivio Segreto Vaticano nel Fondo Celestini. Nel 1275 a Lione Pietro del Morrone ottenne dal papa Gregonio X il riconoscimento della congregazione da lui fondata, I Fratelli dello Spirito Santo, e tra le fondazioni niconosciute figura ancora l'abbazia ferentinate, cui si erano aggiunte le filiazioni di S. Leonardo di Sgurgola e di S. Antonino, al confine quest'ultima tra Ferentino e Anagni. Dopo la clamorosa rinuncia al papato, avvenuta a Napoli il 13 dicembre 1294, Pietro del Morrone Celestino V non ebbe soddisfatto il suo desiderio di tornare eremita e praticare Fascesi sul Monte Carmelo, ma fu rinchiuso nella Rocca di Fumone nella provincia di Campagna, onde scongiurare la possibile eventualità di uno scisma, poiché molti, cristiani non riconoscevano legittima l'elezione del suo successore, Bonifacio VIII.

La morte colse Celestino il 19 maggio 1296 e con un funerale solenne il corpo del santo Eremita fu sepolto nella chiesa del cenobio da lui stesso fondato e dove aveva avuto anche mistiche locuzioni e contemplazioni S. Antonio abate. Nel periodo di sepoltura ferentinate il sacrario celestiniano di S. Antonio abate fu meta di pellegrinaggi e devozioni, perché Celestino già in vita godeva fama di santità ed era acclamato da tutti taumaturgo; molti miracoli, altresì, avvennero nel luogo della sepoltura e ciò determinò a furor di popolo la sua canonizzazione in Avignone nel 1313.

Il culto del Papa Angelico si incrementò ancor di più e la città di Ferentino lo acclamò secondo patrono dopo il centurione martire Ambrogio. Nella chiesa di S. Antonio abate fiorirono le devozioni e si praticò il rito penitenziale dell'indulgenza, rito che Celestino aveva iniziato, concedendo la famosa Perdonanza Aquilana nell'anniversario della sua incoronazione, il 29 agosto, giorno dedicato alla mernonia di Giovanni il Battista. In Ferentffio l'indulgenza si lucrava nel dies natalis di Celestino, il 19 maggio, in tutte le feste del santorale celestiniano e particolarmente nei venerdì del mese di marzo. Queste devozioni rimasero vive in Ferentino fin quando restarono i monaci célestini (fine del XVIII secolo), ma con la soppressione della loro Congregazione poco alla volta si affievolirono: restò la memoria del culto al secondo Patrono il 19 maggio e la devozione della processione e della benedizione della Città con il Cuore incorrotto del Santo, reliquia gelosamente conservata dalla monache Clarisse.

Agli inizi del 1970 la bella chiesa duecentesca di S. Antonio abate, rimaneggiata nel XVII secolo, cominciò a presentare i segni di un grave dissesto, che provocò il collasso statico dell'edificio. Per evitare danni maggiori al monumento, il Ministero per i Bemi e le Attività Culturali iniziò nel 1984 laboriosi interventi di restauro, che si conclusero nel 1999 e nell'anno 2000 tutto il complesso monumentale di S. Antonio abate fu restituito alla facies medievale originaria e alla fruizione dei fedeli e dei visitatori. Contemporaneamente al lavoni di restauro edilizio, furono promossi numerosi studi di recupero storico e devozionale ad opera dell'Associazione Culturale "Gli Argonauti" di Ferentino, studi che riuscirono a n costruire il lungo percorso storico del movimento Celestino a Ferentino e nportarono nella giusta luce la figura dell'Eremita del Morrone.

A questo fervore di studi e di lavori si è aggiunta la risoperta della tradizione civica e l'esigenza di vivere più intensamente il messaggio celestiniano; cominciò, nel corso del triennio di preparazione al settimo centenario della morte di Celestino, a ventilarsi la proposta dì ripristinare la Perdonanza Celestiniana di Ferentino e questo auspicio è divenuto realtà il 12 ottobre 2001. Sua Santità Giovanni Paolo H ha concesso l'indulgenza plenaria, alle solite condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica, preghiera secondo le intenzioni del Papa, pentimento e cuore staccato da ogni peccato), con privilegio valido in perpetuo. L'indulgenza può essere lucrata visitando la chiesa di S. Antonio abate di Ferentino e partecipando in essa a qualche sacra celebrazione o almeno recitando devotamente il Padre Nostro e il Credo. 1 giorni, in cui si può lucrare questa Indulgenza sono il 19, 20, 21 maggio (morte e sepoltura di S. Pietro Celestino); inoltre tutte le volte in cui gruppi di pellegrini si rechino in S. Antonio abate per compiere questi atti religiosi; e ancora una volta l'anno anche da singoli fedeli, che si rechino in questa chiesa in giorni da essi liberamente scelti.

L'indulgenza Celestíniana di Ferentino si è aperta solennemente il 18 ma io 2002. Nella mattinata si è svolta la quarta edizione della Giornata della Giustizia e della Solidarietà in onore di' S. Pietro Celestino. Tale Giornata, regolamentataa nonna di Statuto Comunale ogni maggio, si svolge sotto gli auspici dell'Amministrazione Comunale e dell'Accademia "Celestino V'; si svolge con la partecipazione dei Comuni legati alla storia e alla devozione in S. Pietro Celestino e con la concessione della Croce d'Oro celestiniana a due comuni celestiniani. Quest'anno sono stati insigniti di tale onorificenza i comuni di Napoli, Sulmona, Chieti; ha tenuto la relazione ufficiale sul tema Pace e Giustizia nel mondo d'oggi il prof Sergio Tanzarella della Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale.

Nel pomeriggio del 18 maggio alle ore 18,30 il card. Jorge Arturo Medina Estevez, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha aperto in S. Antonio abate la Porta Santa ed ha inaugurato solennemente il Giubileo Celestiniano di Ferentíno, concelebrando insieme al parroco di S. Antonio abate, don Sergio Reali, ai parroci di Ferentìno don Luigi de Castris e don Giuseppe Principali, al rev. P. Giuseppe Incelli ofm della Custodia di Terra Santa e al rev. don Sergio Felici osb. E' stata una toccante cerimonia, cui ha partecipato l'intera Amministrazione Comunale presieduta dal Sindaco Roberto Valeri autorità militari (il cap. Fernando Maisto e il m.llo Ercole Paragallo), autorità del mondo civile e della cultura, numeroso e commosso popolo di fedeli.